La Storia

In Italia la scelta del servizio civile sostitutivo comportava alcune limitazioni tra cui l'impossibilità di avere il diritto alla legittima difesa, al porto d'armi, e impediva di praticare qualsiasi lavoro che comportasse l'utilizzo delle armi, come ad esempio la guardia giurata, oltre ovviamente la carriera in polizia, guardia di finanza, carabinieri, e simili. Inoltre lo svolgimento del servizio civile rendeva difficile, se non impossibile, l'assunzione in aziende che lavorano per la difesa.

Il servizio civile è cambiato notevolmente dalla sua introduzione con la legge n. 772 del 1972, di cui fu relatore Giovanni Marcora. La scelta inizialmente era valutata da una dura giuria di psicologi militari che valutavano le reali intenzioni del ragazzo al rifiuto del servizio militare e la durata era più del doppio del militare. Inoltre l'articolo 5 comma 1 prevedeva che l'obiettore dovesse svolgere otto mesi di servizio in più rispetto ai mesi di servizio che avrebbe svolto nell'arma di appartenenza.

L'atteggiamento particolarmente duro della commissione incaricata di valutare le domande di obiezione, inizialmente determinata a trovare nel comportamento e nelle dichiarazioni dei giovani un qualsiasi elemento che potesse metterne in dubbio l'autenticità della volontà di rifiutare l'uso delle armi e della violenza, ha spinto dapprima membri non militari (professori universitari) a rassegnare le dimissioni dalla commissione stessa, e poi alcuni ragazzi che si sono visti negare lo status di obiettori a ricorrere ai tribunali, alla scopo di rivendicare il diritto negato. I tribunali hanno accolto le domande affermando l'arbitrarietà delle scelte della commissione, creando così di fatto limiti notevoli all'esercizio del potere di respingere le domande di obiezione.

La legge è anche stata sottoposta a diversi vagli della Corte Costituzionale, che ha dichiarato costituzionale la legge, in base all'argomentazione che l'obbligo di difendere la patria non deve essere espletato esclusivamente con una difesa armata, e incostituzionali diversi articoli che venivano di fatto usati per discriminare il cittadino obiettore. Si è in tal modo svuotato di ogni intento punitivo il contenuto della legge.

Verso la metà degli anni ottanta è stata dichiarata l'incostituzionalità dell'articolo 5 comma 1 della legge 772. Abolendo l'aggiunta di 8 mesi è fortemente aumentato il numero di obiettori. Per ottenere questo risultato alcuni obiettori hanno dovuto rifiutare di svolgere gli 8 mesi aggiuntivi. Richiamati in caserma si sono rifiutati di svolgere il servizio militare per gli 8 mesi previsti e sono stati messi sotto processo. Il tribunale ha poi rimandato alla Corte Costituzionale la questione della costituzionalità dell'art. 5 comma 1.

Negli anni a seguire l'importanza sociale rivestita dall'obiettore di coscienza (cosi viene chiamato chi sceglie il servizio civile al posto della leva) ha portato ad una urgente modifica della legge che ha parificato i due servizi in termini di durata e accesso. Con la legge n. 230/98 non sussistono più giurie che provano la figura dell'obiettore e chiedere di prestare il civile è automaticamente permesso. Con la legge che mette fine alla leva finisce anche il servizio civile obbligatorio. Per chi è stato obiettore in passato restano comunque valide le limitazioni a cui si è accennato.

Come mostra questa tabella, nel 1998 la nuova legge ha fatto sì che aumentassero gli obiettori superando i militari.

Alcuni dati: obiettori in % sui ragazzi accettati alla leva

1972

1975

1980

1985

1990

1995

2000

0,2%

2%

3%

5%

12%

24%

53%

 Con servizio civile si intendeva, quindi, la possibilità di svolgere, in sostituzione al servizio militare di leva, un periodo di pari durata presso una serie di enti convenzionati con l'Ufficio Nazionale per il Servizio Civile, nel quale si svolgevano incarichi di assistenza o di utilità sociale.

Dal 2001 è stato istituito In Italia il servizio civile nazionale (legge n. 64 del 6 marzo 2001), inizialmente avviato in fase sperimentale solo per le donne e gli uomini inabili alla leva fino ai 26 anni. Dal gennaio 2005, con l'entrata in vigore dell'art. 3 comma 1 del decreto legge n. 77 del 5 aprile 2002, l'età è stata innalzata fino ai 28 anni. Mentre, dal luglio 2005, dopo la sospensione della servizio militare di leva, il servizio civile nazionale è aperto anche a tutti gli uomini. Tale servizio civile, pur conservando tra i propri fondamenti la difesa nonviolenta della patria (patrimonio dell'obiezione di coscienza) e il servizio presso enti del terzo settore e enti pubblici, è un'istituzione completamente diversa dal servizio obbligatorio (che è stato sospeso dal 1º luglio 2005, assieme al servizio di leva) perché prevede una scelta volontaria da parte dei giovani, ha un forte impianto e impatto formativo, non prevede limitazioni (salvo il fatto che non è previsto per chi già opera nei corpi armati), riconosce in alcuni casi dei crediti formativi presso le università e offre ai volontari un rimborso spese maggiore di quello in precedenza offerto agli obiettori.

È inoltre possibile svolgere anche il servizio civile all'estero.

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